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salutamilestelle
"Tu non ci crederai ma dove vivo non respiro il posto è inumano..."


Diario


9 aprile 2010

Italia - Francia: si al nucleare. Ma noi no, non ci stiamo (dal 1987)!

E' da tempo che in Italia si parla di nucleare; lo fa il tanto il centrodestra quanto il centrosinistra con rare eccezioni. Il ministro per lo sviluppo economico Scajola ha più volte ribatito la sua convinzione circa il ritorno all'energia nucleare; si parla addirittura di siti già individuate dove installare le centrali, voci poi sempre smentite dal Governo. Se ne è parlato tanto, ma la verità è che se ne è parlato sempre troppo poco infatti articoli riguardanti l'energia nucleare vengono inseriti a ogni decreto sullo sviluppo e a ogni accordo che viene siglato con Paesi stranieri. L'ultimo caso è quello dell'incontro bilaterale che si è tenuto proprio oggi con la Francia. Berlusconi ha incontrato Sarkozy e sono stati firmati ben 20 accordi bilaterali. Ovviamente tra questi "undici accordi, tra Italia e Francia per il nucleare, l'industria, formazione e sicurezza". Non un solo accordo, ma UNDICI. Certo ci sono degli accordi concernenti la sicurezza, come quello che coinvolge le due agenzie nazionali competenti in materia di sicurezza nucleare, l'Ispra e l'Asn, ma di fatto undici accordi hanno sancito il ritorno dell'italia all'uso delle centrali nucleari.
Il Premier italiano considera la decisione "doverosa" e quello francese rende "omaggio alla decisione storica del Governo italiano e del presidente Berlusconi di fare la scelta del nucleare una decisione che avvicina Francia e Italia". La doverosa decisione è dovuta al fatto che l'Italia sostiene un costo troppo elevato per importare energia dall'estero.
Ma Berlusconi dice di più: "abbiamo pensato di far capire questa situazione anche attraverso la televisione". Avete capito? La televisione. Berlusconi, televisione.
L'unica cosa che ha dimenticato di dire in Francia il nostro premier è che abbiamo votato un referendum nel 1987 con questi risultati:



Elettori 45.849.287
  Votanti 29.855.604
  % Votanti 65,1
  Astenuti 15.993.683

% sugli Elettori 34,5
Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 18.795.852
  % 71,9
  RISPOSTA NEGATIVA 7.361.666
  % 28,1
  Totale 26.157.518
Voti non Validi Totale 3.698.086
  % sui Votanti 12,4
  Schede Bianche 2.388.117
  % sui Votanti 8,0
Fonte: Zona Nucleare(sul sito del Ministero dell'Interno ho trovato solo referendum sulla forma istituzionale dello Stato del 1946 (!))

Si dice che un incidente in Francia, che ha le sue centrali nucleari, provocherebbe danni anche da noi, bene: perchè non si va in Francia per firmare accordi che prevedano lo sviluppo di fonti energetiche alternative, che producano energia dal sole, dal vento. Forse allo stesso prezzo che paghiamo oggi per importare energia potremmo davvero diventare autonomi da questo punto di vista e innovare (la parola chiave degli industriali a Parma).
Insomma dovremmo seriamente ripensare la nostra economia; la crescita passa anche da qui: cominciamo a sviluppare sistemi energetici rispettosi dell'ambiente, quindi del nostro futuro.





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9 aprile 2010

Europa 7 avrà le sue frequenze

Non sono serviti anni di ricorsi del titolare della TV Di Stefano per ottenere le frequenze; rete quattro ha continuato a trasmettere per tutti questi anni in deroga a qualsiasi legge sulla concorrenza grazie alle gentili concessioni di centrosinistra e centrodestra insieme. In pratica per anni è stato impedito a chi ne aveva il diritto perchè vincitore della gara di assegnazione delle frequenze, di trasmettere usando quelle frequenze.
Oggi la situazione si è sbloccata non certo con l'aiuto del governo di centrodestra, per azione del viceministro delle comunicazioni Romani; la possibilità di trasmettere è dovuta al riordino delle frequenze imposto dalla digitalizzazione delle tv ed è la Rai a fare spazio a Europa 7, Rai Uno in particolare che aveva trasmesso sfruttando una serie di frequenze. Il merito non è nemmeno di Gasparri che ha digitalizzato la tv con la "sua" legge: quella legge è stata voluta per riorganizzare il panorama televisivo italiano ed impedire che rete quattro finisse sul satellite e che Europa 7 potesse trasmettere su analogico.
Ora con il riordino Di Stafano potrà trasmettere da Giugno i suoi programmi e tutti ci auguriamo che finalmente nasca una vera TV.


UPDATE:
Tutti i post di Marco Travaglio sull'argomento tratti da voglioscendere.it


20 gennaio 2009: il Consiglio di Stato deposita altre due sentenze sul caso "Europa 7"

Altre sentenze Consiglio di Stato


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9 aprile 2010

Solo una domanda: E se i processi fossero un legittimo impedimento a governare?

A voi le risposte.


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8 aprile 2010

Riflettiamo

La crisi economica che ha interessato tutto il mondo e quindi anche la nostra Italia sta andando avanti senza sosta. Non è affatto vero che ci stiamo riprendendo; basta guardare gli ultimi dati OCSE che ci offrono l'iimagine di un Paese e di una Europa alle corde; per non parlare della crisi della Grecia che ha spaventato tutti i Paesi europei Italia compresa.
Dopo i primi segnali di ripresa la crisi non sembra arrestarsi, ma ci sono stati davvero questi segnali? Era davvero ripresa? I dati del PIL in crescita erano gonfiati dal sostegno pubblico all'economia che gli Stati hanno varato per evitare il collasso, certo questo ha aiutato l'economia, ma le ha dato respiro breve. Ora che gli effetti di queste misure si stanno esaurendo pian piano, i dati tornano ad essre più credibili e la prudenza nel parlare di ripresa è la parola d'ordine.
In Italia, è vero, non stati attuati piani di emergenza come è successo negli Stati Uniti; il debito bubblico per questo è stato contenuto; ma non per questo ci troviamo meglio degli altri Paesi europei: il PIL aumenterà solo dello 0.5% nel trimestre aprile-giugno. Una parte l'ha giocata gli incentivi sul settore automobilistico che continua a trainare l'Italia, ma come le misure anticrisi adottate da altri Paesi in precedenza, anche queste (che io definirei ugualmente anticrisi) si esauriranno, già si pensa a misure in altri settori, ma sta di fatto che i consumi continuano a diminuire soprattutto nei settori dei beni e servizi per la casa, alimentari, abbigliamento e calzature. Non basteranno incentivi una tantum per rilanciare i consumi e quindi l'economia.
Ammesso che questo sistema economico ci piaccia così com'è non è pensabile tornare a crescere senza che si inneschi fiducia nei consumatori. Se questo sistema non ci piace o almeno lo riteniamo modificabile dovremmo ripensare qualcosa per garantire se non una crescita che infinita non può essere, una crescita sostenibile. Dovremmo ripensare i nostri consumi, il nostro modo di vivere. Di tutte queste cose parlerò in un post successivo per ora è utile riflettere sullo stato attuale delle cose.
Davide


8 aprile 2010

Benvenuti!

Un saluto di benvenuto a tutti i naviganti! Da oggi questo è il mio blog. Lo troverete ancora "povero" ma cercherò di aggiornarlo piano piano con tutti i suoi contenuti.
Di cosa parlerò? Di tutto quello che mi viene in mente di parlare. Economia, giustizia, politica; questi sono i miei principali interessi e cercherò di discuterne con chi di voi vorrà farlo.

Per ora vi auguro buona navigazione e mi auguro di rivedervi presto sul mio blog.
Già che ci siete salutatemi le stelle delle vostre città.

Davide




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